LA NASCITA DELLA REPUBBLICA

LA NASCITA DELLA REPUBBLICA (1945-1948)
Dopo il 25 aprile, alla liberazione del paese, permaneva l’occupazione alleata.
Il nuovo governo fu affidato al leader azionista del CLN Ferruccio Parri, sostenuto da tutti i ricostituiti partiti politici che avevano appoggiato la resistenza e la guerra di liberazione: il PCI, il PSIUP, la Democrazia cristiana, il Partito democratico del lavoro, il Partito liberale, il Partito d’azione. Il governo Parri ebbe vita breve, perché non seppe frenare le tensioni agitate dal vento del nord della rivoluzione sociale, che minacciava di precipitare il paese nella guerra civile.
A dicembre dello stesso anno il nuovo esecutivo fu affidato ad Alcide De Gasperi, leader della Democrazia Cristiana, che avviò l’opera di pacificazione del paese coinvolgendovi i leader socialisti e comunisti e affidando in particolare a Palmiro Togliatti, segretario del PCI, che aveva dato prova di moderazione con la svolta di Salerno del 1944, il delicato ministero della giustizia.
Nella primavera del 1946 si tennero le elezioni amministrative, i cui risultati diedero l’idea del nuovo quadro politico venutosi a creare nel primo dopoguerra. Erano le prime elezioni libere dal 1921! I nuovi partiti di massa, che rappresentavano il 75% della popolazione e che governeranno d’intesa fino alla primavera del 1947, erano La DC, il PSIUP e il PCI.
Dopo l’abdicazione del re (maggio 1946) a favore del figlio Umberto II, il 2 giugno del 1946 si tennero, per la prima volta con il suffragio universale, il referendum costituzionale per la scelta della forma di stato (monarchia o repubblica) e le elezioni dell’Assemblea Costituente, che avrebbe dovuto fornire una nuova carta costituzionale al paese.
L’esito del referendum, non privo di sospetti e dubbi, fu favorevole di misura alla Repubblica, per cui votarono in maggioranza al nord, mentre il sud rimase in gran parte favorevole alla monarchia. Il re Umberto II lasciò quindi il paese e l’Assemblea iniziò i suoi lavori che durarono 18 mesi.

Successivamente, nella primavera del 1947, dopo una importante missione di De Gasperi negli USA, l’esperienza dei governi di unità nazionale terminò. Infatti con l’acuirsi delle tensioni tra USA e URSS e in conformità alla dottrina Truman di contenimento dell’espansione sovietica verso l’occidente, anche l’Italia dovette operare la sua scelta di campo. Erano in gioco i cospicui aiuti del piano ERP (piano Marshall), indispensabili per la ricostruzione del paese e inoltre l’Italia, paese sconfitto nell’ultima guerra, era ancora impegnata in difficili trattative di pace. La condizione posta dagli Usa fu quindi l’esclusione dal governo dei partiti socialisti e comunisti; cosa che avvenne nel maggio del 1947, dopo una crisi di governo. Questo fatto tuttavia non precluse il lavoro della Costituente, dove i rappresentanti dei partiti continuarono la loro opera, giungendo a dare al paese una nuova ed equilibrata carta costituzionale.
Nel dicembre del 1947 la Carta costituzionale fu approvata, ed entrò in vigore il primo gennaio 1948. Essa era il frutto di un compromesso di alto livello tra le forze politiche e aveva come suoi cardini oltre alla forma repubblicana dello stato, il lavoro, la solidarietà e l'antifascismo. La forma di governo prescelta fu la repubblica parlamentare bicamerale. Tra i principi generali furono recepiti, all'articolo 7, gli accordi stipulati da Mussolini con la Chiesa cattolica, e all'articolo 11 il ripudio della guerra come soluzione delle controversie internazionali.
Nelle successive prime elezioni politiche, che si tennero il 18 aprile del 1948 in un clima di fortissimo scontro ideologico, la maggioranza dei voti andò alla DEMOCRAZIA CRISTIANA, il partito di De Gasperi, mentre le sinistre, riunitesi per l’occasione in un Fronte popolare, subirono una cocente e storica sconfitta. Il nuovo Parlamento repubblicano elesse di lì a poco il primo Presidente della Repubblica italiana, che fu l’economista Luigi Einaudi. Era l’inizio di un lungo periodo di governi di centro (centrismo 1948-1963), il cui principale impegno fu quello della ricostruzione del paese dalle macerie della seconda guerra mondiale.