LA
GERMANIA DEL PRIMO DOPOGUERRA
DALLA REPUBBLICA DI WEIMAR ALL'AVVENTO DI HITLER
Nell’immediato
dopoguerra in Germania, dopo l’abdicazione del kaiser Guglielmo
II, venne proclamata la repubblica e il governo fu affidato
provvisoriamente al leader socialdemocratico Friedrich Ebert,
che s’impegnò a indire le elezioni di un’Assemblea
Costituente.
La situazione però era molto confusa ed agitata da fermenti
rivoluzionari che vennero raccolti dalla Lega di Spartaco,
associazione d’ispirazione comunista guidata da Karl
Liebknecht e Rosa Luxemburg. Nei primi mesi
del 1919 le tensioni si trasformarono in un vero e proprio tentativo
d’insurrezione, che venne stroncato con la forza dall’esercito
e dai Freikorps, sorta di bande paramilitari che
rapirono e uccisero i leader spartachisti.
Successivamente si tennero le elezioni che
diedero la maggioranza ai socialdemocratici, i quali assunsero con
Ebert la guida della Repubblica di Weimar, ma governarono
d’intesa con le forze cattoliche del Zentrum.
Le condizioni poste alla Germania dal trattato di Versailles si rivelarono
ben presto insostenibili, ingenerando nei tedeschi un sentimento di
rivalsa che favorì due tentativi (falliti) di colpo
di stato detti putsch (Kapp nel 1920 e Hitler nel 1923). Nel 1922
la Germania non riuscì a pagare la rata dei debiti di guerra
e la Francia occupò militarmente le aree industriali
della Ruhr e della Saar. La reazione
degli operai tedeschi fu lo sciopero con la conseguente gravissima
inflazione del 1923.(foto)
La stabilità politica fu ritrovata con il governo del liberale
Streseman sul finire del 1923, grazie soprattutto
al piano di aiuti americani (piano Dawes) che favorì
il rilancio produttivo del paese, anche diluendo in tempi più
lunghi i pagamenti alla Francia dei gravosissimi debiti di guerra
decisi a Versailles.

bambini tedeschi giocano con mazzette di banconote
ai tempi dell'iperinflazione nel 1923
LA
FINE DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR E L’AVVENTO DEL NAZISMO IN GERMANIA
Con la
crisi di Wall Street del 1929 ed
il ritiro dei capitali americani investiti, la Germania ripiombò
nella recessione economica. In questa situazione la popolazione fu
spinta a sostenere il movimento estremistico di Adolf Hitler,
che aveva fondato il partito nazionalsocialista, la cui ideologia
si basava sui capisaldi della superiorità razziale
tedesca, del complotto mondiale ebraico
e della necessità di ampliare lo spazio vitale della
Germania.
In particolare la dottrina del complotto mondiale antitedesco forniva
una spiegazione semplificata delle difficoltà affrontate dalla
popolazione in quella fase storica e suggeriva nella rivincita militare
la soluzione dei problemi.
Alla crisi economica si aggiunse, agli inizi del 1930,
la crisi politica dovuta alla frammentazione del
quadro politico e alla crisi dei partiti, che determinò l’ingovernabilità
del paese e il ricorso ad una serie di successive consultazioni elettorali;
i cittadini furono chiamati a votare per il Parlamento ben 5 volte
dal 1928 al 1933.
Dopo la quarta elezione, tenutasi nel Novembre del
1932, il presidente Hindenburg affidò a Hitler l’incarico
di formare il nuovo governo (30 gennaio 1933). Il suo partito aveva
raggiunto un consenso che sfiorava ormai il 40% dei voti.
Non soddisfatto Hitler nella primavera del 1933, dopo un misterioso
attentato in cui bruciò la sede del Parlamento (incendio
del Reichstag, 27 febbraio) sciolse il Parlamento, riconvocò
il corpo elettorale ed ottenne la maggioranza assoluta dei seggi,
con il conseguente conferimento di pieni poteri, anche legislativi.
Rapidamente la Germania si trasformava in un regime totalitario.
Nel corso del primo anno furono sciolti o messi fuorilegge
tutti i partiti tranne quello nazista; fu istituita la polizia
politica (Gestapo) con compiti di schedatura, controllo e repressione
degli avversari politici; nella notte dei lunghi coltelli
(30 GIUGNO 1934) furono regolati nel sangue i conti con le Sturm
Abteilungen , milizie che furono sostituite con le più
fedeli Schutz Staffeln, le tristemente famose SS. Nell’agosto
del 1934 moriva il presidente Hindenburg
e Hitler assumeva per sé la carica vacante,
proclamandosi Fuhrer del Terzo Reich.
LO STATO
TOTALITARIO IN GERMANIA
Fin dall’ascesa
al potere di Hitler, nel 1933, iniziarono le persecuzioni
naziste degli ebrei, che vennero regolamentate con le
Leggi di Norimberga nel 1935, secondo le
quali agli ebrei era vietato occupare impieghi pubblici ed esercitare
libere professioni, conservare la cittadinanza tedesca e il possesso
dei relativi documenti, possedere proprietà immobiliari, sposarsi
con ariani.
Erano inoltre costretti a subire la sterilizzazione.
Particolare attenzione i nazisti rivolsero all’aspetto culturale,
nel senso della propaganda e dell’ indottrinamento, in cui si
distinse il famigerato ministro Joseph Goebbels,
fedele ad Hitler fino all’ultimo giorno di vita. La cultura
tradizionale era considerata contaminata dagli ebrei e quindi disprezzata
fino al rogo dei libri, mentre i testi scolastici furono riscritti
in gran fretta.
L’arte astratta e delle avanguardie era considerata arte degenerata
e come tale disprezzata e vietata. Molti intellettuali e scienziati
abbandonarono precipitosamente il paese per sottrarsi alla condanna
e alla censura nazista (due su tutti: Einstein e
Freud).

Ciò nonostante Hitler godeva del largo appoggio dei ceti imprenditoriali,
che aveva favorito con lo scioglimento dei sindacati e il rilancio
dell’industria bellica. Notevole fu anche l’impegno nazista
nella realizzazione di opere pubbliche, che dovevano celebrare la
grandezza del Reich. In questo campo si distinse l’architetto
Albert Speer, che tra gli altri progetti realizzò
lo Stadio Olimpico di Berlino dove si tennero i giochi
nel 1936.
Ma negli anni ’30 Hitler dedicò i maggiori sforzi al
riarmo dell’esercito, reintroducendo la coscrizione obbligatoria.
La Germania uscì infine dalla Società delle nazioni
ed iniziò a progettare l’annessione dei territori con
popolazione di lingua tedesca, dalla Renania all’Austria, ai
Sudeti, a Danzica.
Un progetto che precipiterà gradualmente ma irrefrenabilmente
l’intera Europa nel secondo conflitto mondiale.