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L'eta' dell'imperialismo
e delle avanguardie (1900-1925)
dall'inizio secolo all'avvento della dittatura fascista
§1
- luoghi- tempi- parole chiave -
La svolta d'inizio secolo può essere segnata dal 1903, con l'ascesa
al potere del secondo governo Giolitti che segna anche
l'avvento della prima vera grande industrializzazione del nostro paese
e la contemporanea nascita di una moderna società di massa.
L'imperialismo prepara le condizioni per lo scoppio della Grande Guerra
e per la successiva ascesa dei regimi autoritari, unici in grado di
porsi alla guida delle moderne società. L'età presa in
esame si chiude con il consolidamento del regime fascista in dittatura,
dopo le elezioni del 1924.
Grandi tematiche
dell'immaginario sono perciò sia l'espansione
della società di massa che il disagio della
civiltà avvertito dagli intellettuali dell'epoca e dovuto
al fatto che le attese di rinnovamento fanno i conti con la
crisi delle istituzioni famigliari patriarcali e con la
crisi dell'ottimismo positivista, a cui si contrappone la crescente
coscienza del forte prezzo che il progresso impone all'uomo, sia sul
piano individuale che sociale.
§2
Età
giolittiana e colpo di stato fascista
- il lungo periodo di pace che precede lo scoppio del conflitto
culmina nella belle epoque; il periodo è
caratterizzato dal protezionismo e dal monopolismo in economia, ma anche
da grandi trasformazioni del sistema produttivo (fordismo e taylorismo);
distinguendo l'anteguerra dal dopoguerra ricordiamo nel primo periodo
le politiche economiche e sociali di Giolitti favorevoli ai ceti emergenti
(masse proletarie e piccola borghesia); nel secondo l'aggravarsi di
tensioni e spinte rivoluzionarie e/o antidemocratiche, che attraverso
il biennio rosso, a cui si contrapporrà il sovversivismo nazionalista,
sfoceranno nella Marcia su Roma (28 Ottobre 1922).
§3
- Nuova organizzazione
della cultura e crisi degli intellettuali - La riorganizzazione
della cultura avviene attorno a un nucleo storico di riviste, tra cui
importante la Voce, ma fa anche i conti con
la ridefinizione dei canali comunicativi imposta dalla diffusione di
nuovi media come la radio e il cinema, mentre si assiste ad una crescente
massificazione ed omogeneizzazione del pubblico.
In questo periodo sono diffusi due tipi di romanzo: quello di consumo
e quello d'arte. Nasce il fenomeno del divismo a cui contribuisce
la figura di D'Annunzio, e che dà luogo a reazioni diverse: da
una parte i CREPUSCOLARI rifiutano la figura del poeta
vate, mentre dall'altra i FUTURISTI rifiutano
la letteratura del passato ed affermano il valore della macchina e del
progresso industriale.
Altri intellettuali esprimono bene la crisi del secolo: Michelstaedter,
Renato Serra e in generale tutti gli intellettuali del gruppo de
la Voce sono alla ricerca di un nuovo ruolo sociale.
§4
- Manifesto e contro manifesto degli intellettuali fascisti
e antifascisti - La cultura liberale è fortemente
influenzata dal pensiero di Benedetto Croce, ma appare
incapace d'incidere profondamente nelle coscienze, di fare i conti con
la crisi economica, con la massificazione delle esistenze, con il sovversivismo.
Da una parte quindi i crociani mirano alla difesa del liberalismo,
dei diritti del singolo, primo fra tutti la sua libertà;
dall'altra i gentiliani( seguaci del pensiero del filosofo idealista
Giovanni Gentile, che sarà ministro dell'istruzione
nel primo governo Mussolini),- propugnano una religione dell'azione
subordinata al potere del nuovo stato fascista. Il nazionalismo
confluisce nella cultura fascista e si traduce, a livello politico-economico,
in un espansionismo verso l'esterno, contrapposto al protezionismo interno.
§5
- Nuove scienze e nuove tendenze filosofiche
- La crisi del positivismo e dell'ottimismo filosofico conduce a una
radicale crisi del soggetto e alla relativizzazione dell'ideale conoscitivo.
A tanto contribuisce la scoperta dell'inconscio da parte di S. Freud,
che offre una nuova lettura della struttura della psiche umana, di per
sé non unitaria ma fondata almeno su tre istanze.
La crisi del determinismo positivistico e la rivalutazione di concezioni
idealistiche e spiritualistiche (irrazionalistiche)
che, come l'idealismo e lo storicismo crociano, vedono
la storia come progresso e la poesia come intuizione lirica,
contribuiscono ad affermare una concezione aristocratica e separata
della letteratura nei confronti della conoscenza teoretica.
§6
- Disagio della civiltà e temi dell'immaginario
- In questo periodo assistiamo alla fine delle illusioni suscitate dalla
belle epoque, mentre emerge chiaramente la
coscienza del prezzo che il progresso comporta; chiara espressione di
questo disagio, dell'ansia e dell'angoscia che accompagnano le generazioni
a cavallo del secolo, è presente nell'opera di S. Freud Il
disagio della civiltà (1929).
La malattia del secolo è la nevrosi, conseguenza del
crollo dei tradizionali parametri di verità e certezza. Spazio
e tempo sono ormai categorie relative, l'inconscio svela la
presenza di una logica simbolica sottesa a quella razionale, che si
esprime nelle forme del sogno. Nuove forme espressive
adatte a rappresentare questa realtà vengono sperimentate dai
maggiori narratori dell'epoca: il flusso di coscienza
(Joyce, Svevo) la scrittura automatica (tra i surrealisti,
i maestri dell'inconscio), ma anche NUOVI TEMI. L'infanzia è
vista non più come una fase genuina e pura dell'esistenza,
ma come la fase in cui si fissano i caratteri nevrotici della
personalità. Un nuovo sottogenere del romanzo di formazione,
che si diffonde in questi anni, è il cosiddetto ritratto dell'artista
da giovane . Altro tema ricorrente è quello del conflitto
con il padre, ma anche la grande guerra entra pesantemente
nell'immaginario collettivo. La crisi del soggetto fa infine emergere,
in contrapposizione al superomismo nietzsciano/dannunziano e all'estetismo
decadente, i temi dell'inettitudine all'azione, dell'estraneità,
dell'alienazione.
§7
Le avanguardie artistiche - Costanti
e dominanti di tutte le avanguardie artistiche sono il rifiuto
di ogni illusione realistica e la rinuncia
ai criteri dell'armonia e del bello.
Al posto si affermano, lungo la linea principale dell'espressionismo,
alcune tendenze quali la deformazione grottesca, l'alterazione
delle normali gerarchie, la simultaneità di prospettive diverse,
l'elemento onirico e visionario, l'elemento concettuale, astratto e
geometrico.
Altri elementi che caratterizzano le arti nell'età dell'avanguardia
sono la prevalenza dell'elemento soggettivo-particolare sul
dato oggettivo generale e la tendenza alla deformazione
del dato, anche attraverso l'uso espressivo del colore, che
non mira tanto a rappresentare la realtà, quanto piuttosto il
particolare stato d'animo.
In Italia la pittura futurista (Boccioni, Carra) evolve
successivamente nella pittura metafisica di Giorgio
De Chirico, nel quale sono evidenti profonde affinità con il
coevo movimento surrealista, mediato però da tematiche mitologiche.
In Germania si affermano nuove tendenze nell'architettura razionale,
improntate al modello industriale, quali il Bauhaus di Gropius
(1929)
Ma l'espressionismo si afferma soprattutto nella nuova
arte del cinema, l'arte più tipica della società
industriale di massa e democratica. E' questa un'arte che valorizza
il criterio dell'INTERARTISTICITA' tipico delle avanguardie
e si presta particolarmente a esprimere quella concezione del
tempo diffusa dalla filosofia bergsoniana e dalle nuove teorie fisiche.
Con il cinema diventano possibili nuove tecniche che verranno
trasferite anche in campo narrativo, quali il FLASHBACK, il MONTAGGIO,
la ZOOMATA.
La prima stagione espressionista del cinema è soprattutto tedesca,
ma anche russa e italiana. I maggiori registi sono Murnau,
Dreyer, Ejzenstejn, Lang.
LE
AVANGUARDIE ARTISTICHE E LETTERARIE
DEL PRIMO NOVECENTO
Il primo
Novecento è il periodo delle avanguardie, che
si succedono fino ai secondi anni ’20
e che possiedono una serie di caratteri comuni, quali
l’opposizione al Naturalismo e al
Decadentismo, la concezione di arte come attività di gruppo e
la dimensione internazionale ed interartistica dell’arte stessa.
Il primo movimento del novecento più che un’avanguardia
organizzata appare come una
tendenza all’avanguardia, ed è l’espressionismo,
che si diffonde a partire dall’ambito della pittura in opposizione
all’impressionismo.
ESPRESSIONISMO
In letteratura nasce e si sviluppa a inizio secolo in Germania e Austria.
I temi dominanti
sono quelli della città mostruosa e tentacolare, della
civiltà delle macchine, sentita come caos
convulso o agghiacciante geometria (a differenza dei futuristi
che la vedevano come inebriante
corsa al progresso), dell’angoscia, che si esprime nell’urlo
o nell’onirismo.
Caratteri formali sono la rapidità, la simultaneità, la
tensione e concentrazione espressiva estrema e violenta con prevalenza
della paratassi e del verso libero.
FUTURISMO
Il futurismo nasce all’interno dell’espressionismo e si
afferma quasi contemporaneamente
in Italia e in Russia, con la differenza che in Italia finisce per esaltare
gli aspetti aggressivi
dell’imperialismo economico, mentre in Russia vede nell’operaio
il protagonista della nuova civiltà
industriale e aderisce per questo alla rivoluzione socialista.
DADAISMO e SURREALISMO sono le altre
avanguardie che s’impongono tra gli anni ’20 e ’30
nell’Europa libera e democratica, mentre con il fascismo in Italia
si affermerà il ritorno all’ordine
classico del movimento de La Ronda.
Il dadaismo che prende il nome da giocattolo,
gingillo, parola scelta a caso aprendo il dizionario, è un movimento
di profughi dell’est che avevano trovato rifugio in Svizzera.
Nasce a Zurigo nel 1916 per opera di Tristan Tzara;
nel primo manifesto del 1918 egli traccia i caratteri del movimento
in una serie di rifiuti ((della modernità e della tradizione
umanistica, del bello, del modello di comunicazione dominante) e in
pochi punti propositivi (uso anticonformistico del linguaggio, deformazione
sintattica, giochi linguistici, non-sense etc.).
Il surrealismo, che con il termine evoca una
realtà superiore che coincide con la dimensione
dell’inconscio, è un’avanguardia che si afferma in
Francia a partire dal 1924 per opera di Andrè
Breton, autore del primo manifesto. Secondo questa corrente
l’arte deve esprimere immediatamente l’inconscio, concepito
come totalità ed unità; per farlo utilizza la scrittura
automatica, una forma espressiva che ubbidisce alle sole leggi irrazionali
dell’inconscio. Il surrealismo definisce quindi compiutamente
un progetto di liberazione dell’inconscio che diventa successivamente
un vero e proprio progetto politico, con conseguente avvicinamento dei
surrealisti alle posizioni marxiste.
Esponenti del surrealismo nelle diverse arti furono De Chirico,
Mirò, Dalì, Picasso (pittura), Artaud (teatro) Bunuel
(cinema).
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