LA GRANDE GUERRA (1914-1918)

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LA SITUAZIONE PRECEDENTE AL CONFLITTO: CAUSE E RESPONSABILITA'

All'inizio del 1914 ci sono tutte le premesse per lo scoppio della guerra.
I rapporti fra le grandi potenze sono molto tesi.
Austria contro Russia.
Francia contro Germania.
Germania contro Inghilterra (per la supremazia navale).
Si aggiunga la corsa agli armamenti, lanciata dalla Germania e le spinte pro-guerra nei singoli paesi, ad opera dei partiti nazionalisti.
Il tutto unito all'inasprimento della concorrenza economica.

La Germania mirava a ridisegnare la mappa della supremazia politica, dal momento che il suo peso politico era inferiore al peso industriale, commerciale e finanziario che aveva acquistato negli ultimi decenni. Il piano tedesco mirava a contenere ad Est le mire espansive dei Russi, mentre lo sforzo principale sarebbe stato operato immediatamente verso la Francia.

LO SCOPPIO DEL CONFLITTO - CRONOLOGIA E DATE PRINCIPALI

28 giugno 1914: uno studente bosniaco uccide l’erede al trono d’Austria, Francesco Ferdinando, a Sarajevo.

23 luglio 1914: l’Austria invia un ultimatum alla Serbia.
La Russia da il suo appoggio alla Serbia, la quale accetta solo in parte l’ultimatum.

28 luglio 1914: l’Austria dichiara guerra alla Serbia.
La Russia quindi ordina la mobilitazione delle forze armate, anche per previnere un eventuale attacco tedesco. La Germania interpreta ciò come un atto di ostilità.

31 luglio 1914: la Germania dichiara guerra alla Russia, in seguito al rifiuto dell’ultimatum.

1 agosto: la Francia, legata alla Russia da un trattato di alleanza militare, mobilita le forze armate.

3 agosto: la Germania dichiara guerra alla Francia.
La Germania sperava che l’attacco alla Francia fosse rapido, e per questo voleva passare attraverso il Belgio, anche se questo era neutrale, per attaccare la Francia da nord-est.

5 agosto: la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania, perchè era scossa dalla violazione della neutralità belga.

C'è da dire che la reazione austro-ungarica all’assassinio dell’arciduca fu sproporzionata al fatto in sé. E' più verosimile pensare che l'Austria-Ungheria mirasse a servirsi dell’incidente per risolvere una buona volta a suo favore la questione balcanica e liberarsi per sempre dell’ingombrante Serbia, ritenuta responsabile dell'instabilità della regione in quanto forza emergente nei Balcani.
Altri retroscena dell'attentato mettono in evidenza la scomoda posizione politica sostenuta dall'Arciduca, favorevole alla trasformazione dell'Impero in una confederazione di stati, cosa che gli avrebbe attirato l'ostilità di più soggetti in campo (dai nazionalisti serbi alle alte sfere aristocratiche e militari austriache).

La Francia sognava la rivincita contro la Prussia che la aveva umiliata nel 1870 e ancora di più rivoleva i territori dell'Alsazia e Lorena persi nel 1871. Il piano francese prevedeva un'offensiva generale in Lorena, partendo dai due lati delle fortificazioni di Metz.

IL RUOLO DELL'ITALIA

Allo scoppio della guerra l’Italia si dichiarò neutrale; in seguito però le forze politiche e l’opinione pubblica si divisero in due fazioni sul problema dell’intervento in guerra:
Interventisti: socialisti massimalisti e rivoluzionari, nazionalisti, liberali conservatori, irredentisti.
Neutralisti: gran parte dei liberali, con a capo Giolitti, cattolici, socialisti riformisti.

Decisamente ostili al conflitto erano i contadini e le masse operaie.

La guerra segnò la fine dell’Internazionale socialista, che si era sempre battuta contro la guerra; l’esaltazione del nazionalismo travolse l’ideale della solidarietà internazionale.
I due schieramenti, dopo il cambio di campo dell'Italia (patto di Londra, aprile 1915) erano: Imperi centrali (Germania, Austria-Ungheria e Impero Ottomano) VS. Intesa (Inghilterra, Francia, Italia e Russia).


DI SEGUITO UN FILMATO CHE RIPERCORRE LE VICENDE BELLICHE SUL FRONTE ITALIANO

DAL 1915 AL 1918 - CRONOLOGIA DEI PRINCIPALI EVENTI

24 Maggio 1915: l’Italia entra in guerra.

L’esercito austro-tedesco vinse sui russi, anche se il governo russo non è ancora costretto alla pace.
Gli austriaci devono far fronte all’esercito italiano sull’Isonzo, che si è schierato a fianco dell’Intesa.

La guerra sottomarina dei tedeschi spinge gli inglesi a decretare il blocco commerciale della Germania; inoltre, a causa dell’affondamento del piroscafo americano Lusitania, i rapporti con gli Usa si deteriorano.

L’Impero ottomano approfitta della guerra contro Russia e Francia per organizzare il genocidio degli Armeni, popolo cristiano che rivendicava l’autonomia dal dominio turco.

1916

La Germania attacca la roccaforte di Verdun.

L’Austria avvia una spedizione punitiva contro l’esercito italiano guidato dal generale Cadorna (Strafexpedition). L’Italia però riesce a conquistare Gorizia. VIII battaglia dell’Isonzo

Gli inglesi attaccano sulla Somme.

I russi costringono gli austriaci alla ritirata.
La Romania attacca l’Austria, ma subito Austria e Germania reagiscono e portano alla caduta di Bucarest.

I tedeschi fanno affondare un altro piroscafo americano, il Sussex, e gli Usa minacciano di rompere con essi le relazioni diplomatiche.

La flotta tedesca cerca di spezzare il blocco britannico nella battaglia dello Jutland, ma viene sconfitta.

Si fanno però sempre più numerose le richieste di pace nelle conferenze dell’Internazionale socialista, facendo appello ai popoli perchè rifiutino l’appoggio ai governi e impongano la pace.
Le trattative di pace però falliscono e la guerra continua.


1917

3 fatti mutano il corso della guerra e della storia:

Marzo: rivoluzione in Russia- uno sciopero generale degli operai di Pietrogrado si trasforma in una manifestazione politica contro il regime zarista.
Lo zar abdica e viene poi arrestato. La Russia si preparava al collasso militare.

Aprile: l’intervento americano- gli Stati Uniti decidono di entrare in guerra contro la Germania, a causa della sua guerra sottomarina.

Il malessere delle truppe: si intensificano le manifestazioni di insofferenza popolare contro la guerra e gli ammutinamenti.

24 ottobre 1917: disastro di Caporetto - l’esercito austro-tedesco approfitta della disponibilità di truppe provenienti dal fronte russo per attaccare l’esercito italiano e avanzare nel Friuli.
Il rimanente dell’esercito italiano riesce poi ad attestarsi sulla nuova linea difensiva del Piave.
Al generale Cadorna succede Armando Diaz.
Dopo la disfatta però il senso di coesione patriottica aumentò e le forze politiche del nuovo governo di Vittorio Emanuele Orlando erano concordi tra loro.

6-7 novembre 1917: rivoluzione d’ottobre in Russia i bolscevichi prendono il potere; il nuovo governo rivoluzionario, presieduto da Lenin, decise di terminare la guerra e firmò l’armistizio con gli Imperi centrali.
3 marzo 1918: pace di Brest-Litovsk - la Russia dovette accettare tutte le dure condizioni imposte dai tedeschi, come la perdita di grandi parti del territorio.

Gli stati dell’Intesa accentuarono il carattere ideologico della guerra, presentandola come una crociata della democrazia contro l’autoritarismo, contro i disegni egemonici dell’imperialismo tedesco.
QUESta concezione della guerra ebbe come sostenitore anche il presidente americano Wilson, che delineò le linee della sua politica in un programma di pace in 14 punti; in uno di essi si auspicava un nuovo organismo internazionale, la Società delle nazioni.

Giugno 1918: l’esercito tedesco è sulla Marna e attacca Parigi.
Attacca anche l’esercito italiano sul Piave.
Anche l’offensiva tedesca si affievolisce.
Gli anglo-francesi si giovano dell’apporto degli Usa.

Agosto 1918: battaglia di Amiens- l’Intesa sconfigge i tedeschi.
Anche gli alleati tedeschi stavano crollando; ad ottobre l’Austria-Ungheria subirono la crisi finale

Gli Austriaci sono sconfitti dall’Italia nella battaglia di Vittorio Veneto.
3 novembre 1918: armistizio di Villa Giusti con l’Italia.

9 Novembre 1918
La Germania si arrende. Il Kaiser abdica e al posto della monarchia i socialdemocratici, guidati da Schiedemann, proclamano la repubblica.
Capo del governo venne nominato Ebert, mentre il Kaiser e l’Imperatore d’Austria furono costretti a fuggire.
La Germania aveva perso la guerra.

I 14 PUNTI DI WILSON

IL presidente americano Wilson fu il vero protagonista della Conferenza di pace. Con la pronuncia dei 14 punti l'8 gennaio del 1918 definì i principi che avrebbero guidato le successive trattative di pace e definito i principi del nuovo ordine mondiale.
Tra i più importanti ricordiamo:

- l'affermazione del principio dell'autodeterminazione dei popoli;
- l'abolizione della diplomazia segreta;
- la riduzione degli arsenali militari;
- l'abolizione delle barriere economiche e commerciali tra gli stati;
- la libertà di navigazione;
- l'auspicio della creazione di una Società delle Nazioni che presieda la diplomazia internazionale e garantisca il rispetto dei trattati di pace.

I TRATTATI DI PACE E LA NUOVA CARTA POLITICA DELL'EUROPA

18 gennaio 1919: conferenza di pace a Versailles; si doveva ridisegnare la carta politica dell’Europa, sconvolta dal crollo dei 4 imperi (tedesco, austro-ungarico, russo e turco).

28 giugno 1919: trattato di Versailles: fu un’imposizione alla Germania, sotto la minaccia dell’occupazione militare e del blocco economico.
La Germania doveva restituire alla Francia l’Alsazia e la Lorena e alla Polonia alcune regioni orientali; Danzica veniva tolta alla Germania e dichiarata libera; le colonie vennero spartite tra Francia, Gran Bretagna e Giappone.
Dovette impegnarsi a ripagare ai vincitori i danni subiti nel conflitto, abolire il servizio di leva, ridurre l’esercito e smilitizzare la valle del Reno.

Bisognava anche riconoscere le nuove realtà nate dalla dissoluzione dell’Impero asburgico.
La nuova Repubblica di Austria aveva un territorio ridotto e la sua indipendenza era affidata alla Società delle nazioni, anche per evitare un’eventuale unificazione con la Germania.
Con il crollo dell’Impero nacquero la nuova Polonia, la Repubblica di Cecoslovacchia e il Regno di Jugoslavia.
L’Impero ottomano divenne lo Stato nazionale turco.

In Russia gli Stati vincitori cercarono di abbattere la Repubblica socialista; riconobbero e protessero le nuove repubbliche indipendenti: la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania.

Nel 1921 nacque anche lo Stato libero d’Irlanda; in tutto si erano formati 8 nuovi stati.

All' ITALIA fu dato:
Il Trentino Alto Adige
La Venezia Giulia
Il Dodecaneso
ma non la Dalmazia (prima romana e poi veneziana, di lingua e tradizioni italiane) come promesso dal Trattato di Londra.
Non si volle ricorrere a un plebiscito, nostante il principio dell'autodecisione dei popoli.

Settembre 1919
Gabriele D'Annunzio con un gruppo di volontari marciò su Fiume e l'occupò.

1920 Trattato di Rapallo tra Giolitti e la Jugoslavia: l'Italia ebbe Zara, mentre Fiume fu dichiarata città autonoma

1924 : Fiume divenne italiana
Nazionalisti ed ex combattenti nutrivano malcontento verso gli alleati per la vittoria "mutilata".

Ad assicurare il rispetto dei trattati e la salvaguardia doveva provvedere la Società delle nazioni; il suo statuto però nasceva con delle contraddizioni, tra cui l’esclusione iniziale dei paesi sconfitti e della Russia.
Gli Usa non aderirono alla Società, la quale finì con l’essere egemonizzata da Gran Bretagna e Francia e non fu in grado di prevenire le successive crisi internazionali.

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