A UNA PASSANTE
di Charles Baudelaire da I fiori del male

La via assordante attorno a me urlava.
Alta, sottile, in lutto, dolore maestoso
una donna passò con la mano fastosa
sollevando orlo e balza(
1),
facendoli oscillare;
agile e aristocratica, con la sua gamba di statua.
Io, io contratto
(2) come un maniaco, bevevo
dai suoi occhi, cielo livido gonfio di bufera (
3),
la dolcezza che affascina e il piacere mortale.
Un lampo... poi la notte! - Fuggitiva beltà
il cui sguardo in un attimo mi ha risuscitato,
ti rivedrò soltanto nell'eternità?
Lontano, chissà dove! troppo tardi! forse mai più!
Poiché non so dove fuggi, tu non sai dove vado,
o tu che avrei amata, o tu che l'hai saputo!

Note:
1. balza: fascia pieghettata che orna l’estremità della veste. Con un rapido e disinvolto movimento, la donna (agile e aristocratica) fa oscillare la balza insieme all’orlo della gonna e il poeta ne intravede la gamba candida (di statua).
2. contratto: teso.
3. cielo… bufera: cielo freddo e verdastro (livido) che nasconde una bufera. Riferito, per analogia, allo sguardo a un tempo indifferente e sensuale della donna.

Il sonetto “A una passante” racconta uno choc profondo della vita cittadina, e cioè l’abbagliante e fulmineo incontro con una donna sconosciuta, intravista per un attimo nella “via assordante”.

“A una passante”, di Charles Baudelaire. Poesia molto suggestiva e particolare.
È una poesia d’amore, ma di un amore non vissuto, iniziato e concluso in uno sguardo
sfuggente. La poesia, infatti, e anche l’amore del poeta, sono dedicati a una passante
sconosciuta, una donna che si delinea nella sua figura misteriosa e quasi pericolosa, già
nei primi versi.
L’incontro tra Baudelaire e la donna avviene in una via che, come la definisce il
poeta, è assordante, ha persino la capacità di urlare. Subito quest’immagine richiama
alla mente una via gremita di persone, l’aria riempita del rumore delle loro voci, caotica
e confusionaria e il poeta, che assiste a questo frenetico viavai, ha l’impressione che
questo mare di colori, suoni e immagini lo circondi. Ad un tratto, tra tutto questo caos,
l’attenzione del poeta viene colpita da un’unica immagine indelebile: una donna passa
rapida come una visione ed egli ne è immediatamente attratto. Con un gesto repentino
e malizioso la donna solleva di sfuggita l’orlo della gonna e il poeta ne intravede così la
gamba “di statua”, elemento che risveglia in lui un potente desiderio. La donna è in
lutto, presumibilmente quindi vestita di nero, tuttavia, nonostante il suo “dolore
maestoso”, ella non esita a mostrare la sua bellezza e sensualità, a stuzzicare perciò le
fantasie degli uomini.
La morte di qualcuno a noi vicino è un dolore maestoso perché grande, opprimente e ci impedisce per un certo tempo di essere attratti da ciò che porta piacere, quasi a voler rimanere ostinatamente nel dolore.
La donna, invece, non sembra addolorata dalla sua perdita, questa non riesce a frenare la sua impetuosità e quindi, consapevole delle molteplici attrattive che possiede, le esercita con lo scopo di attirare su di sé interessi perlopiù carnali da parte del mondo maschile. I suoi trucchi
hanno sul poeta un effetto forte ed egli, in pochi versi, delinea già la donna come una
bellezza ideale: alta, snella, agile, aristocratica e con la pelle candida.
Questi elementi contribuiscono a riempire di fascino misterioso questa figura
femminile, con grandi occhi verdi e gelidi, che nascondono al loro interno una bufera,
una tempesta dietro la bellezza, occhi che promettono tutto eppure possono uccidere,
che rapiscono inesorabilmente, trascinano nell’oblio, affascinano e al contempo
imprigionano l’anima di chi li incontri, proprio come il canto delle sirene. Un’altra caratteristica della donna infatti è il contrasto forte tra bene e male, positivo e
negativo, paradiso e inferno, presente in tutti i suoi aspetti e messo in evidenza
nell’ottavo verso, dove si contrappongono le parole “piacere” e “mortale”, “dolcezza
che affascina”. Ella è la cosiddetta “femme fatale”, sensuale, passionale, travolgente e
inevitabilmente pericolosa. Baudelaire si lascia trascinare da questo vortice di
emozioni e resta a guardarla come fosse un maniaco, ornai preso nella sua trappola.
Eppure il passaggio della donna è talmente fugace e fulmineo che il poeta non riesce a
intervenire per fermarla. Così lei se ne va lasciandolo in una malinconia ancora più
profonda del desiderio. Un attimo prima la vita, le sensazioni, il risvegliarsi di un uomo;
l’attimo dopo il buio, la notte, il dolore di un amore struggente, reso tanto più tale
dalla consapevolezza che il momento vissuto non tornerà mai più. L’incontro tra i due
era avvenuto per il semplice fatto di trovarsi casualmente nella stessa via, ma
altrettanto facilmente è avvenuta la separazione, questa volta perché né il poeta sa
dove la donna stia fuggendo né la donna a sua volta sa dove egli stia andando.
Nella società in cui viviamo è frequente incontrarsi ma spesso i rapporti non
vengono approfonditi e lasciano dietro di noi un segreto rimpianto per aver perso
un’occasione. E il rimpianto di Baudelaire è così intenso che egli sente il bisogno di
accendere un lume di speranza: rivedere la donna quasi amata in un’altra vita. La
poesia d’amore di questo poeta francese è diversa dalle poesie lette in classe anche
per il fatto che non è una poesia d’amore adolescenziale, quando per riempire il cuore
basta una parola, un bacio, un abbraccio… In questa poesia è messo in evidenza anche il
lato erotico, che appartiene maggiormente alla sfera degli adulti. Tuttavia non solo
agli adulti capita di incontrarsi e di non andare oltre la superficiale conoscenza.

DA QUESTA POESIA HA TRATTO ISPIRAZIONE UN POETA FRANCESE DEL NOVECENTO E SUCCESSIVAMENTE LO CHANSONNIER GEORGE BRASSENS, MOLTO AMATO DA DE ANDRE', CHE NE HA TRATTO IL BRANO

LE PASSANTI

 

ANCHE TIZIANO FERRO HA APPREZZATO MOLTO LA CANZONE DI ANDRE' DI CUI HA RECENTEMENTE PROPOSTO LA COVER

 

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
A quella conosciuta appena
non c'era tempo
e valeva la pena
di perderci un secolo in più
A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in la
E ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto
e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità
Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
E magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere
senza seguirla
senza averle sfiorato la mano
A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato inutile pazzia
vedere il fondo
della malinconia
di un avvenire disperato
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
Per poco che la felicità ritorni
è molto raro
che ci si ricordi
degli episodi del cammino
Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarsi
di quelle felicità intraviste
Dei baci che non si è osato dare
delle occasioni
lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti
Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine
una maniera di viversi insieme
Si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere