VITA E OPERE DI EUGENIO MONTALE: LE CINQUE FASI

Nasce nel 1896 a Genova da famiglia borghese, compie studi commerciali e si diploma nel 1915. Coltiva anche la passione per la letteratura e il canto. Nel 1917 è volontario sul fronte trentino della grande guerra, e nel 1925 pubblica la prima fondamentale raccolta di poesie, Ossi di seppia.
In essa riecheggiano temi e paesaggi della sua infanzia a Monterosso, tra mare e terra. Nel capoluogo delle 5 terre conosce anche la prima musa ispiratrice, Anna degli Uberti (o Arletta).
Nello stesso anno di pubblicazione firma il manifesto crociano antifascista e prende le distanze dal regime. Conosce l’opera di Svevo e di Eliot.
Dal 1927 è a Firenze, la culla dell’Umanesimo, la cittadella delle lettere da difendere contro l’ignoranza e la rozzezza del regime fascista.
§ In questa seconda fase della sua vita lavora prima presso l’editore Bemporad, poi presso il Gabinetto Vieusseux (un archivio storico letterario), approfondisce lo studio di Dante e conosce Irma Brandeis, studiosa americana con cui avrà una relazione e che diventerà la Clizia (1) #1
(donna salvifica vicina al modello dantesco di Beatrice), delle Occasioni, la seconda importante raccolta di poesie, pubblicata nel 1939. In questi anni, perduto il posto di direttore dell’archivio in quanto non allineato alle direttive del regime, per vivere inizia a tradurre opere straniere; i suoi lavori confluiranno nel Quaderno di traduzioni (1948).
Nel 1948 si trasferisce a Milano dove è assunto nella redazione del Corriere della sera. In questo periodo inizia a scrivere anche testi in prosa, raccolti nel volume dal titolo Farfalla di Dinard (1956). Nello stesso anno, il 1956, esce anche il libro più vario, ricco e inquieto dell’intera produzione poetica montaliana, La bufera e altro, in cui centrale è il tema della seconda guerra mondiale. In questo periodo vive con Drusilla Tanzi (La mosca), che sposerà nel 1962 e conosce la poetessa Maria Luisa Spaziani (La volpe) che rappresenta una figura femminile più concreta e sensuale. E’ questo il periodo del silenzio letterario di Montale, conseguenza dell’esperienza milanese che lo mette a contatto con la crescente massificazione e mercificazione dell’esistenza.
Nel 1963 muore Drusilla Tanzi e dal 1964 riprende l’attività letteraria che porterà alla pubblicazione di Satura (1971), opera della svolta, in cui l’autore si rivolge a forme più prosastiche e satiriche, abbandonando la poesia alta e aristocratica delle precedenti raccolte. Questa infatti è per Montale l’unica forma possibile della poesia nella società di massa. In questi anni il valore di Montale è ufficialmente riconosciuto; nel 1967 è nominato senatore a vita; anche dall’estero, oltre alle prime traduzioni delle sue poesie arrivano prestigiosi riconoscimenti, che culmineranno col premio Nobel per la letteratura nel 1975.
In occasione del conferimento pronuncia l’importante discorso E’ancora possibile la poesia?
L’ultimo Montale è ancora più decisamente prosastico: Le sue ultime opere sono i due Diari 1971 e 1972 e la raccolta Altri versi. Il poeta prende le distanze dalle illusioni giovanili, registrando la crisi delle gerarchie e dei valori, in una società che appare ai suoi occhi come il trionfo della spazzatura.

1- musa ispiratrice dal nome mitologico, ninfa innamorata di Apollo, ripudiata da questi e trasformata in girasole