Il
male di vivere, cioè il dramma dell’esistenza,
che nasce dalla mancanza di certezze e dalla negazione di ogni illusione,
a cui il poeta contrappone, nella prima fase, la divina indifferenza.
Spesso
il male di vivere ho incontrato vai alla poesia
analizzata
La ricerca del varco verso l’essenza
delle cose è forse l’unica illusione cui si affida,
cioè quella della ricerca costante di una smagliatura, un anello
rotto nella catena e nella rete che avvolgono l’esistenza nella
sua complessiva insensatezza.
I limoni (da
ascoltare fino alla fine, dove è il riferimento al varco,
lo sbaglio di natura)
La
casa dei doganieri
Il paesaggio aspro e assolato e gli oggetti simboli del male
di vivere: gli oggetti, le immagini e le voci della natura
sono emblemi della condizione umana e rimandano al tema del male di
vivere.
Meriggiare,
pallido assorto vai alla poesia analizzata
Il dramma dell’incomunicabilità e della solitudine
angosciosa: a differenza di d’Annunzio Montale non crede
alla possibilità della parola poetica di attingere una verità
superiore e, in definitiva, di salvare l’uomo; per quest’ultimo
fine egli si affiderà a svariate figure femminili, ma
la sua fiducia rimarrà sempre relativa, limitata alla possibilità
di cogliere varchi e occasioni che sempre più di rado si presenteranno
nel corso della vita (e della storia).
Non
chiederci la parola analisi
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Il trascorrere inesorabile del tempo che cancella il
passato e la visione consolatrice della donna, si accompagna al desiderio
di far rivivere i ricordi lontani e i fantasmi dell’amore.
Non
recidere forbice quel volto vai alla poesia analizzata
Cigola
la carrucola nel pozzo vai alla poesia analizzata
EUGENIO
MONTALE: TEMI E PENSIERI