LA
POETICA
Per
Montale la poesia è quella forma di vita tipica di chi veramente
non vive. Essa esprime una sostanziale disarmonia dell’esistenza
individuale con la realtà.
La poetica degli oggetti: è la poetica dominante
del primo Montale e si rifà da un lato alla poetica pascoliana
e crepuscolare delle piccole cose, dall’altra, in senso più
pregnante, al concetto di correlativo oggettivo formulato
dal poeta statunitense Thomas Stearns Eliot, secondo il quale per dare
espressione artistica a un’emozione occorre correlarla ad un oggetto
o ad un insieme di oggetti che abbiano in sé questo immediato
potere evocativo. (es. il seguitare la muraglia ricoperta
di cocci aguzzi di bottiglia rappresenta il senso oppressivo e insuperabile
dell’esistenza).
Nella fase centrale della vita di Montale si ha il passaggio da
un pessimismo esistenziale a un pessimismo storico, quando
la speranza di poter recuperare una dimensione spirituale da contrapporre
alla vita pratica (Le occasioni, 1939) è definitivamente abbattuta
dalla bufera della guerra e dal difficile dopoguerra. Al poeta non resta
che tacere, e dopo il lungo silenzio letterario si accentua la visione
negativa del mondo. Nelle ultime opere dominano l’ironia e il
sarcasmo.