E’
ANCORA POSSIBILE LA POESIA?
Nell’ultima
fase della vita Montale denuncia lo sperpero di una vita quotidiana
bombardata di messaggi e di informazioni, ricca di
linguaggi, merci, consumi e traffici, ma priva di valori e di significato,
emblematizzata dall’espressione trionfo della spazzatura,
titolo di uno dei suoi ultimi significativi componimenti.
In questo contesto sorge la domanda se sia ancora possibile, nella civiltà
dello spettacolo, la sopravvivenza di un’arte così anti
spettacolare, antieconomica, che non produce alcun utile, come la poesia.
La risposta di Montale è scettica e
tendente verso il nichilismo. Il mondo dei
valori umanistici in cui egli aveva creduto nell’immediato dopoguerra
è ormai irreversibilmente in crisi, i valori alti e
aristocratici su cui il poeta aveva puntato sono ormai fuori dal tempo.
“Sotto
lo sfondo così cupo dell'attuale civiltà del benessere
anche le arti tendono a confondersi, a smarrire la loro identità.
Le comunicazioni di massa, la radio e soprattutto la televisione, hanno
tentato non senza successo di annientare ogni possibilità di
solitudine e di riflessione. Il tempo si fa più veloce, opere
di pochi anni fa sembrano « datate » e il bisogno che l'artista
ha di farsi ascoltare prima o poi diventa bisogno spasmodico dell'attuale,
dell'immediato. Di qui l'arte nuova del nostro tempo che è lo
spettacolo, un'esibizione non necessariamente teatrale a cui concorrono
i rudimenti di ogni arte e che opera sorta di massaggio psichico sullo
spettatore o ascoltatore o lettore che sia.”[...] non solo la
poesia, ma tutto il mondo dell'espressione artistica o sedicente tale
è entrato in una crisi che è strettamente legata alla
condizione umana, al nostro esistere di esseri umani, alla nostra certezza
o illusione di crederci esseri privilegiati, i soli che si credono padroni
della loro sorte e depositari di un destino che nessun'altra creatura
vivente può vantare. Inutile dunque chiedersi quale sarà
il destino delle arti. E' come chiedersi se l'uomo di domani, di un
domani magari lon-tanissimo, potrà risolvere le tragiche contraddizioni
in cui si dibatte fin dal primo giorno della Creazione (e se di un tale
giorno, che può essere un'epoca sterminata, possa ancora parlarsi).”