Dopo
la stagione neoclassica che ha visto - in età napoleonica
- ancora prepotentemente affermarsi il rispetto di modelli codificati
dalla tradizione ( ode celebrativa, poemetto mitologico ) si
afferma lentamente in Europa una nuova idea di poesia.
Essa è sempre meno legata all'abilità tecnica di versificazione
( stilemi, repertori di citazioni, artifici retorici....) e diventa
invece, via via, un fatto di ispirazione, un dono dello spirito,
che si accompagna alla rivalutazione degli ideali di libertà
dei popoli ed alla percezione intensa del mondo della natura, popolato
da forze profonde e misteriose ( tematiche del sublime
e del patetico, del vago e dell' indefinito,
scoperta dell'infinito al di là della realtà concretamente
percepita). Quest' idea è particolarmente evidente nei testi
teorici dell'epoca ( nei passi di Madame de Staël e di Coleridge
) ma si fa strada anche nei testi poetici. Ad esempio un poeta come
Leopardi che si era formato sui testi classici nel corso della sua vita
adottò soluzioni metriche sempre più libere, sempre più
adatte ad esprimere la libertà della creazione.
La
poesia decadente
Nella
seconda metà dell'Ottocento e dei primi del Novecento il ruolo
del poeta muta. Egli non è più integrato nella
società come un interprete degli ideali del suo tempo. E' più
isolato, spesso ribelle e contestatore della nuova società industriale,
ove una folla anonima diviene protagonista della scena urbana, dove
anche la cultura ufficiale è spesso rivolta ad esaltare le conquiste
del progresso ed il fascino della vita delle grandi città. Il
ruolo della poesia e dell'arte in genere pare divenire marginale, quasi
insignificante. Oppure si assolutizza come unica vera forma di vita.
La
poesia si trasforma così lentamente in attività artistica
autonoma che non deve più educare per forza a ideali
storici o difendere principi etici. Essa diviene soprattutto
una testimonianza del dramma individuale dell'artista, talvolta
proprio della sua emarginazione o del suo culto della bellezza fine
a se stessa ( estetismo ).
Un'attenzione particolare va data al nuovo linguaggio della
poesia ed alle nuove scelte espressive. Simboli, analogie,
sinestesie dominano ormai le nuove composizioni: tali figure
retoriche anticipano la definitiva rivoluzione linguistico-espressiva
delle avanguardie del Novecento che daranno vita al verso libero.
Tra
le nuove finalità della poesia decadente c'è senza dubbio
la musicalità del verso e l' esasperata ricerca di bellezza formale,
sorta di trasposizione della bellezza della natura nella creazione artistica
del superuomo (D'Annunzio ). La musicalità del verso è
intesa come campo di sperimentazione di armonie e sonorità nuove
date dal semplice accostamento delle parole. Si profila un rinnovato
parallelismo tra musica e poesia, tra armonia dei suoni ed armonia delle
parole.
IL
RINNOVAMENTO DELLA POESIA POSTROMANTICA
HA COME CAPOFILA CHARLES BAUDELAIRE
