Nel 1848 si può
dire che nei principali paesi europei sia la borghesia
la classe dominante e al potere.
Realizzati i suoi obiettivi politici, cioè la trasformazione
dei regimi assolutistici in regimi costituzionali, la borghesia è
ora impegnata a trasformare il mondo e a moltiplicare le proprie ricchezze,
come richiede la dottrina del capitalismo economico.
Questa si basa sul libero scambio e la libera
circolazione delle merci, resi più facili dal potenziamento
dei mezzi di trasporto e dall'abbattimento delle barriere doganali
tra i diversi stati.
Inoltre il sistema di produzione del capitalismo industriale necessita
di mercati dove collocare i prodotti eccedenti e di materie prime
a buon prezzo, che spesso si trovano in abbondanza in regioni lontane
dell'Africa e dell'Asia.
Tutto questo, unito al
miglioramento delle condizioni di vita medie della popolazione produce
due importanti effettI:
- si generalizza e diffonde tra tutti i ceti un forte sentimento
di ottimismo e fiducia nella possibilità di migliorare
indefinitamente le stesse condizioni di vita;
- una spinta ad arricchirsi e ad ampliare la sfera delle conquiste
e del dominio economico su scala mondiale.
In questo clima euforico
scade il prestigio dell'intellettuale, costretto anch'egli
ad adeguare la sua arte ai desideri e ai gusti di un pubblico sempre
più di massa. L'aspirazione dell'intellettuale romantico a
farsi guida del riscatto nazionale e a incarnare i sentimenti più
forti ed elevati del popolo, si rovescia nel rifiuto della società
borghese e nella scelta di stili di vita marginali e dissoluti.
(La Boheme parigina e la Scapigliatura milanese)
