Già
in età romantica era emersa la tendenza al realismo,
soprattutto in narrativa. Oltre al Manzoni soprattutto in Francia
il romanzo realistico sociale aveva avuto grande fortuna e diffusione,
poichè rappresentando ambienti popolari e personaggi umili
incontrava un largo favore tra il pubblico, interessato a leggere
storie in cui era più facile identificarsi. (Balzac,
Hugo, Dickens)
Nel romanzo
realista romantico tuttavia conservava un ruolo predominante
il narratore, che spesso interveniva direttamente
nel racconto, anticipando giudizi e prendendo posizione a favore dei
personaggi, gli eroi romantici delle sue storie.
Nel romanzo realista del secondo ottocento invece
prevale il canone dell'impersonalità. Il punto di
vista della narrazione rimane distaccato, il narratore non partecipa
dei sentimenti dei personaggi. (Flaubert, Zola,
Verga)
