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LA GUERRA FREDDA - La guerra fredda nacque come conseguenza
dell’assetto bipolare scaturito dagli esiti della seconda guerra
mondiale.
Con la sconfitta della Germania nazista infatti, per opera delle truppe
alleate a guida angloamericana e delle truppe dell’Armata Rossa,
l’Europa venne a trovarsi divisa in due parti: quella orientale
controllata militarmente e politicamente dall’URSS; quella occidentale
invece controllata dalle potenze occidentali vincitrici, Francia, Regno
Unito e Stati Uniti. Mentre le nazioni sconfitte o liberate dall’occupazione
nazifascista entrarono nell’area d’influenza dei rispettivi
blocchi, la Germania, considerata la responsabile del conflitto, fu
divisa in 4 zone d’occupazione (una per ciascuna potenza) e sottoposta
al Consiglio di controllo alleato, istituito nel corso della conferenza
di Potsdam nel Luglio 1945.
Anche la capitale Berlino, inserita nel territorio affidato ai sovietici,
fu divisa in 4 settori: i tre che costituivano la Berlino Ovest sotto
controllo occidentale, il quarto, Berlino Est, sotto
controllo sovietico.
In questa sede fu anche decisa la denazificazione della Germania (epurazione
nazista), lo
smantellamento dell’industria pesante, le riparazioni di guerra
e i nuovi confini della Polonia.
Si definirono anche i tempi per la stesura dei trattati di pace e i
criteri per l’ammissione dei paesi
nella nuova organizzazione mondiale che avrebbe preso il posto della
Società delle nazioni istituita al
termine del primo conflitto mondiale. Essa prese il nome di O.N.U. e
fu articolata inizialmente
nelle due istituzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni
Unite e del Consiglio di Sicurezza.
La prima seduta, a cui parteciparono 51 paesi, si tenne a Londra il
10 Gennaio del 1946, mentre dal 1947 la
sua sede si trasferì a New York.

Nel
luglio del 1946 si aprì a Parigi la Conferenza di pace
che si concluse il 15 Ottobre dello stesso
anno; il giorno successivo vennero eseguite le condanne a morte contro
i gerarchi nazisti processati
a Norimberga. Ma nel frattempo inglesi e americani studiavano i modi
per unificare le due zone
della Germania a loro affidate, che erano le più ricche e popolate
della nazione.
Inizialmente
la Francia si oppose all’unificazione dei tre settori, mentre
l’URSS fu sempre
contraria. Le tensioni si acuirono nel 1947, quando gli USA promossero
il piano Marshall per la
ricostruzione economica dell’Europa distrutta dalla guerra, offrendo
aiuti anche all’URSS e ai paesi
che orbitavano nella sua zona d’influenza e che iniziavano a compiere
scelte politiche a favore dei
partiti socialisti e comunisti. Nello stesso anno il presidente Truman
aveva lanciato la famosa
dottrina di contenimento dell’espansione comunista
in Europa, contro la cortina di ferro paventata
da Churchill e che già si stendeva su Polonia, Albania, Jugoslavia,
Ungheria, Cecoslovacchia e
Romania. La risposta sovietica si avrà nell’ottobre del
1947 con la creazione del COMINFORM a
cui partecipano tutti i partiti comunisti dell’est Europa, ma
anche quello francese e quello italiano,
che sono stati da poco emarginati dalle rispettive compagini governative.
Nel 1948 le tensioni si accentuano. In Italia si hanno le prime elezioni
politiche repubblicane (18
Aprile) con la vittoria della DC di De Gasperi contro il Fronte popolare
di Nenni e Togliatti. Inizia
l’età del centrismo. In Germania l’unificazione della
bizona inglese e americana, ma soprattutto la
firma dei primi trattati di cooperazione economica europei scatenano
la reazione sovietica che
interrompe le comunicazioni con Berlino avviando di fatto il
blocco della città (giugno 1948). Per
rifornire gli abitanti sarà organizzato un ponte aereo, mentre
nel frattempo le trattative per risolvere
la crisi vedevano protagonisti diretti Truman e Stalin.
Negli 11 mesi di durata del blocco la contrapposizione, sul piano economico
politico e militare, proseguì con la nascita del COMECON(cooperazione
dei paesi orientali contrapposta all’OECE), del CONSIGLIO D’EUROPA
e del PATTO ATLANTICO (alleanza militare occidentale, poi NATO).
Alla fine del blocco,(Maggio 1949) seguì
immediatamente la nascita ufficiale della RFT (Repubblica
Federale Tedesca 23/05/1949) e successivamente quella della
RDT (o DDR Repubblica Democratica Tedesca) il 7 Ottobre del
1949.
Questa prima fase della guerra fredda ebbe come effetto dunque la
divisione dell’Europa, attraverso la divisione del suo cuore,
la Germania.
La capitale, Berlino, verrà poi divisa fisicamente alcuni anni
dopo, nell’estate del 1961, con la costruzione del famigerato
Muro.
La
guerra fredda ebbe altri momenti di
tensione e di contrapposizione, tra le due
superpotenze. Subito dopo la divisione della
Germania lo scontro si spostò in estremo oriente, dove scoppiò
la guerra di Corea (1950-1953), tra Corea del
Sud filooccidentale e Corea del nord comunista
(quest’ultima ancora oggi sotto regime
comunista).
- La corsa agli armamenti nucleari si scatenò
a partire dal lancio americano sulle città giapponesi e vide
competere l’Unione Sovietica, potenza nucleare nel 1949 e termonucleare
nel 1953, ma anche l’Inghilterra, la Francia, la Cina.
La
lotta spionistica che seguì portò all’
esasperazione del maccartismo, violenta ondata
di intolleranza anticomunista che colpì la società americana
negli anni ’50, ma anche a movimenti di protesta contro gli esperimenti
nucleari; si stabilì un equilibrio del terrore tra le due potenze
che minacciavano reciprocamente un possibile olocausto nucleare, fino
alla moratoria degli esperimenti nell’atmosfera
(1963) e ai successivi trattati SALT di riduzione degli
arsenali nucleari, riproposti recentemente dal presidente americano
Obama.
- Un altro momento di grave tensione si ebbe nel 1956 con l’occupazione
sovietica dell’Ungheria
e la repressione del movimento di rivolta democratica guidato da Imre
Nagy. Lo stesso anno
scoppiò la crisi mediorientale per la questione del transito
nel canale di Suez, dopo la
nazionalizzazione operata dal leader egiziano Nasser. Le due crisi si
sovrapposero nel mese di
Ottobre a causa dell’intervento israeliano nel Sinai e del successivo
intervento anglo-francese, ma si
risolsero tramite accordi e disimpegni delle due superpotenze.
-
Infine tra il 1961 e il 1962 vi fu la crisi tra le due superpotenze
dovuta all’installazione
sovietica di missili a testata nucleare sull’isola di Cuba,
governata dall’alleato Fidel Castro.
Dopo il blocco dell’isola operato dagli americani si arrivò
ad un accordo e allo smantellamento
delle testate.
- Con la fine del blocco americano di Cuba (20-11-62)
inizia il periodo della distensione tra le
due superpotenze. Una nuova fase critica si avrà negli anni ’80
sotto la presidenza americana di
Ronald Reagan, ma con l’avvento al potere in URSS del leader riformista
Michail Gorbaciov si
arriverà alla conclusione definitiva del conflitto, segnata dall’abbattimento
fisico del muro di
Berlino (autunno
1989)
LA
DECOLONIZZAZIONE
La
decolonizzazione è un processo storico-politico che riguardò
la liberazione e l’indipendenza dei domini coloniali acquisiti
dalle potenze occidentali durante la stagione del colonialismo (secoli
XVII-XVIII)e dell’imperialismo (fine ‘800 – inizi
del ‘900).
Tutti questi paesi erano accomunati dal sottosviluppo
e la loro indipendenza fu favorita da tre fattori:
- La disfatta di Francia, Olanda e Belgio fin dal primo anno
di guerra
-
La partecipazione al conflitto e alla sconfitta del nazifascismo da
parte di truppe provenienti dai
paesi coloniali (con conseguente compensazione)
-
L’anticolonialismo delle due superpotenze USA e URSS
Il primo movimento nazionalista indipendentista fu quello indiano, caratterizzato
dalla politica non violenta del mahatma (grande anima) Ghandi,
che combattè l’Inghilterra con il boicottaggio economico
e la protesta pacifica. L’India raggiunse l’indipendenza
nel 1947, ma per la rivalità tra musulmani e induisti,
fu divisa in due nazioni: l’Unione indiana a maggioranza induista,
e il Pakistan a maggioranza musulmana.
Tra i due gruppi ci furono durissimi scontri e molte persone dovettero
abbandonare le terre. Dopo la morte di Ghandi iniziò la fase
di sviluppo e industrializzazione del paese, che però rimase
per gran parte arretrato e ai limiti della povertà, soprattutto
le fasce sociali più basse.
L’Algeria ottenne l’indipendenza dalla
Francia solo dopo la guerra d’indipendenza algerina,
che si svolse tra il 1954 e il 1962. Scontri urbani, guerriglia e attentati
posero fine alla presenza francese nel nord Africa.
L’Egitto pur formalmente indipendente dal 1922,
subiva l’occupazione militare inglese finalizzata al
controllo del Canale di Suez. Nel 1952 un colpo di stato dei militari
guidati da Nasser trasformò il paese in una repubblica e costrinse
al ritiro le truppe britanniche. Altri paesi africani ottennero l’indipendenza
pacificamente sempre nel corso degli anni ’50.
L’area indocinese ottenne l’indipendenza
dalla Francia dopo un lungo conflitto che si concluse con la
cacciata delle truppe coloniali da Dien Bien Phu nel 1954.
In questo periodo tutto il quadro geopolitico mondiale subì profonde
trasformazioni.
Tra queste ricordiamo la nascita dello stato d’Israele
nel 1948 e della Repubblica popolare cinese nel 1949.
I nuovi stati indipendenti intesero continuare la lotta contro il colonialismo,
ma restando al di fuori della logica della guerra fredda. Per iniziativa
dell'India di Nehru, dell'Egitto di Nasser, a cui si aggiunse la Yugoslavia
di Tito uscita dal blocco sovietico, fu convocata nel 1955 la Conferenza
afroasiatica di Bandung.
Nacque così il Movimento dei Non Allineati,
costituito dai paesi del cosiddetto Terzo Mondo, che andò progressivamente
aumentando le sue file, ma al tempo stesso accentuando la sua eterogeneità.
I TRENTA GLORIOSI (1945-1973)
Dal
1945 al 1973, anno della prima grande crisi petrolifera, l'economia
europea crebbe al ritmo
annuo del 4.5% in media. Per sottolineare l'eccezionalità del
periodo vennero coniate espressioni
quali l'età dell'oro, "les trente glorieuses" o il
miracolo economico. La continua crescita economica
dipese dal cosiddetto modello fordista, impostosi fin dall'inizio del
secolo negli Stati Uniti. Esso si
basava su un'organizzazione scientifica del lavoro messa a punto dall'ingegnere
F. Taylor. Gli
sprechi di tempo e di energia venivano annullati limitando i movimenti
degli operai al minimo
indispensabile: si diffuse la catena di montaggio. Il nuovo sistema
favorì un forte aumento della
produttività, abbassò notevolemente i costi e segnò
l'inizio della produzione di massa. Inoltre
permise di distribuire salari più alti con una consistente ripresa
della domanda. Il benessere generale
aumentò, nuove tecniche di informazione (la pubblicità)
cominciarono ad indirizzare i bisogni, la
struttura sociale mutò radicalmente.
La nascita della società dei consumi si realizzò
anche attraverso:
• la rapida ricostruzione dell'Europa grazie agli aiuti americani
(piano Marshall);
• la stabilità del sistema monetario internazionale (Bretton
Woods), i nuovi accordi sul
commercio mondiale (Gatt), la nascita della Comunità Economica
Europea (trattato di
Roma 1957);
• il forte aumento demografico (da 2 miliardi nel 1950 a quasi
4 nel 1970) dovuto anche ai
successi della medicina con l'uso su scala mondiale di nuovi vaccini
e antibiotici;
• la disponibilità di fonti energetiche (petrolio e gas
naturale) a basso prezzo;
• i grandi progressi della ricerca scientifica e tecnologica stimolata
dalla competizione
militare URSS-USA (1957 primo satellite artificiale nello spazio, 1961
primo uomo nello
spazio, 1969 primo uomo sulla luna).
Gli aumenti reali del tenore di vita, che si tradussero nella diminuzione
complessiva di ore lavorate
e in consistenti aumenti di reddito pro capite, non devono fare dimenticare
i limiti dello sviluppo.
Comincia ad aumentare l'inflazione, le divaricazioni su scala mondiale
tra paesi ricchi e poveri e
all'interno dei singoli stati si accentua, mentre il boom demografico
e l'inquinamento industriale
sollevano il problema della compatibilità ambientale.