DOPOGUERRA, GUERRA FREDDA E DECOLONIZZAZIONE

CRONOLOGIA COMPARATA

LA GUERRA FREDDA
1945-1962
LA COMUNITÀ EUROPEA
L’ITALIA NEL
DOPOGUERRA

- Luglio 1945 Conferenza di Potsdam
- Luglio - Ottobre 1946 Conferenza di pace a Parigi
- Febbraio 1947
La dottrina di
contenimento di Truman
- 1947-48 Piano di aiuti Marshall
- Maggio 1948 inizio del blocco di Berlino
- Gennaio 1949 COMECON sovietico
- Aprile 1949 firma del Patto
Atlantico
- Maggio 1949 fine blocco di
Berlino
- Maggio-Ottobre 1949 nascita
di RFT e DDR
- 1949 l’URSS fa esplodere la
prima bomba A
- 1952 Usa sperimenta bomba
H
- 1953 URSS sperimenta
bomba H
- 1950 -1953 guerra di Corea
- 1955 Stipula del patto militare di Varsavia tra Urss e 7 paesi dell'Est Europa

- 1956 crisi di Suez e rivolta
d’Ungheria
- 1961 crisi missilistica di Cuba
- 1962 fine della crisi di Cuba e inizio della distensione

- Marzo 1948 trattato di
Bruxelles firmato da Belgio,
Francia, Regno Unito, Lux e Paesi Bassi
- Aprile 1948 O.E.C.E. firmata dai 16 che aderiscono al piano Marshall
- Maggio 1949 firma del
Trattato di Londra e creazione del Consiglio d’Europa
- 9 Maggio 1950 dichiarazione di Schuman
- 18 aprile 1951 nascita della Comunità europea del carbone e dell’ acciaio (CECA)a 6 Italia, Germania Ovest, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo.
- 27 maggio 1952 Comunità
europea di difesa (CED)
- giugno 1955 conferenza
preparatoria di Messina
- 25 marzo 1957 Conferenza di Roma: creazione di CEE e
EURATOM (Comunità europea
dell’energia atomica)
- 1973 allargamento della CEE a Danimarca, Irlanda e Regno Unito
- 10/06/1979 prime elezioni a
suffragio universale del Parlamento europeo
- 1 Gennaio 1981 la Grecia
aderisce alla CEE
- 1985-1986 Accordi di
Schengen
e Atto Unico Europeo
- 1 Gennaio 1986 Portogallo e
Spagna aderiscono alla CEE
- 7/02 1992 i 12 firmano il
Trattato di Maastricht che istituisce l’Unione Europea
- 1 Gennaio 1995 Austria,
Finlandia e Svezia nella CEE
- 1 Gennaio 1999 entra in vigore l’Euro
Attualmente fanno parte della
Unione europea 28 paesi

(prossimamente 27, dopo il referendum inglese del 23 giugno 2016)

- giugno-dicembre 1945
governo Parri
- dicembre 1945 primo
governo De Gasperi
- primavera 1946 elezioni
amministrative
- 2 Giugno 1946:
referendum ed elezione
dell’assemblea
costituente
- maggio 1947. fine dei
governi di unità
nazionale
- 18 aprile 1948 prime
elezioni politiche vinte
dalla DC
- primavera 1949 Italia
nella NATO
- 1949 parziale riforma
agraria
- 1950 Istituzione della
Cassa per il Mezzogiorno
- 14/12 1955 L’Italia entra
nell’ONU

1. LA GUERRA FREDDA - La guerra fredda nacque come conseguenza dell’assetto bipolare scaturito dagli esiti della seconda guerra mondiale.
Con la sconfitta della Germania nazista infatti, per opera delle truppe alleate a guida angloamericana e delle truppe dell’Armata Rossa, l’Europa venne a trovarsi divisa in due parti: quella orientale controllata militarmente e politicamente dall’URSS; quella occidentale invece controllata dalle potenze occidentali vincitrici, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Mentre le nazioni sconfitte o liberate dall’occupazione nazifascista entrarono nell’area d’influenza dei rispettivi blocchi, la Germania, considerata la responsabile del conflitto, fu divisa in 4 zone d’occupazione (una per ciascuna potenza) e sottoposta al Consiglio di controllo alleato, istituito nel corso della conferenza di Potsdam nel Luglio 1945.
Anche la capitale Berlino, inserita nel territorio affidato ai sovietici, fu divisa in 4 settori: i tre che costituivano la Berlino Ovest sotto controllo occidentale, il quarto, Berlino Est, sotto controllo sovietico.
In questa sede fu anche decisa la denazificazione della Germania (epurazione nazista), lo
smantellamento dell’industria pesante, le riparazioni di guerra e i nuovi confini della Polonia.
Si definirono anche i tempi per la stesura dei trattati di pace e i criteri per l’ammissione dei paesi
nella nuova organizzazione mondiale che avrebbe preso il posto della Società delle nazioni istituita al
termine del primo conflitto mondiale. Essa prese il nome di O.N.U. e fu articolata inizialmente
nelle due istituzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza.
La prima seduta, a cui parteciparono 51 paesi, si tenne a Londra il 10 Gennaio del 1946, mentre dal 1947 la
sua sede si trasferì a New York.

Nel luglio del 1946 si aprì a Parigi la Conferenza di pace che si concluse il 15 Ottobre dello stesso
anno; il giorno successivo vennero eseguite le condanne a morte contro i gerarchi nazisti processati
a Norimberga. Ma nel frattempo inglesi e americani studiavano i modi per unificare le due zone
della Germania a loro affidate, che erano le più ricche e popolate della nazione.

Inizialmente la Francia si oppose all’unificazione dei tre settori, mentre l’URSS fu sempre
contraria. Le tensioni si acuirono nel 1947, quando gli USA promossero il piano Marshall per la
ricostruzione economica dell’Europa distrutta dalla guerra, offrendo aiuti anche all’URSS e ai paesi
che orbitavano nella sua zona d’influenza e che iniziavano a compiere scelte politiche a favore dei
partiti socialisti e comunisti. Nello stesso anno il presidente Truman aveva lanciato la famosa
dottrina di contenimento dell’espansione comunista in Europa, contro la cortina di ferro paventata
da Churchill e che già si stendeva su Polonia, Albania, Jugoslavia, Ungheria, Cecoslovacchia e
Romania. La risposta sovietica si avrà nell’ottobre del 1947 con la creazione del COMINFORM a
cui partecipano tutti i partiti comunisti dell’est Europa, ma anche quello francese e quello italiano,
che sono stati da poco emarginati dalle rispettive compagini governative.
Nel 1948 le tensioni si accentuano. In Italia si hanno le prime elezioni politiche repubblicane (18
Aprile) con la vittoria della DC di De Gasperi contro il Fronte popolare di Nenni e Togliatti. Inizia
l’età del centrismo. In Germania l’unificazione della bizona inglese e americana, ma soprattutto la
firma dei primi trattati di cooperazione economica europei scatenano la reazione sovietica che
interrompe le comunicazioni con Berlino avviando di fatto il blocco della città (giugno 1948). Per
rifornire gli abitanti sarà organizzato un ponte aereo, mentre nel frattempo le trattative per risolvere
la crisi vedevano protagonisti diretti Truman e Stalin.
Negli 11 mesi di durata del blocco la contrapposizione, sul piano economico politico e militare, proseguì con la nascita del COMECON(cooperazione dei paesi orientali contrapposta all’OECE), del CONSIGLIO D’EUROPA e del PATTO ATLANTICO (alleanza militare occidentale, poi NATO).

Alla fine del blocco,(Maggio 1949) seguì
immediatamente la nascita ufficiale della RFT (Repubblica Federale Tedesca 23/05/1949) e successivamente quella della RDT (o DDR Repubblica Democratica Tedesca) il 7 Ottobre del 1949.
Questa prima fase della guerra fredda ebbe come effetto dunque la divisione dell’Europa, attraverso la divisione del suo cuore, la Germania.
La capitale, Berlino, verrà poi divisa fisicamente alcuni anni dopo, nell’estate del 1961, con la costruzione del famigerato Muro.

La guerra fredda ebbe altri momenti di
tensione e di contrapposizione, tra le due
superpotenze. Subito dopo la divisione della
Germania lo scontro si spostò in estremo oriente, dove scoppiò la guerra di Corea (1950-1953), tra Corea del Sud filooccidentale e Corea del nord comunista (quest’ultima ancora oggi sotto regime
comunista).
- La corsa agli armamenti nucleari si scatenò a partire dal lancio americano sulle città giapponesi e vide competere l’Unione Sovietica, potenza nucleare nel 1949 e termonucleare nel 1953, ma anche l’Inghilterra, la Francia, la Cina.

La lotta spionistica che seguì portò all’ esasperazione del maccartismo, violenta ondata di intolleranza anticomunista che colpì la società americana negli anni ’50, ma anche a movimenti di protesta contro gli esperimenti nucleari; si stabilì un equilibrio del terrore tra le due potenze che minacciavano reciprocamente un possibile olocausto nucleare, fino alla moratoria degli esperimenti nell’atmosfera (1963) e ai successivi trattati SALT di riduzione degli arsenali nucleari, riproposti recentemente dal presidente americano Obama.
- Un altro momento di grave tensione si ebbe nel 1956 con l’occupazione sovietica dell’Ungheria
e la repressione del movimento di rivolta democratica guidato da Imre Nagy. Lo stesso anno
scoppiò la crisi mediorientale per la questione del transito nel canale di Suez, dopo la
nazionalizzazione operata dal leader egiziano Nasser. Le due crisi si sovrapposero nel mese di
Ottobre a causa dell’intervento israeliano nel Sinai e del successivo intervento anglo-francese, ma si
risolsero tramite accordi e disimpegni delle due superpotenze.
- Infine tra il 1961 e il 1962 vi fu la crisi tra le due superpotenze dovuta all’installazione
sovietica di missili a testata nucleare sull’isola di Cuba, governata dall’alleato Fidel Castro.
Dopo il blocco dell’isola operato dagli americani si arrivò ad un accordo e allo smantellamento
delle testate.
- Con la fine del blocco americano di Cuba (20-11-62) inizia il periodo della distensione tra le
due superpotenze. Una nuova fase critica si avrà negli anni ’80 sotto la presidenza americana di
Ronald Reagan, ma con l’avvento al potere in URSS del leader riformista Michail Gorbaciov si
arriverà alla conclusione definitiva del conflitto, segnata dall’abbattimento fisico del muro di

Berlino (autunno 1989)

LA DECOLONIZZAZIONE

La decolonizzazione è un processo storico-politico che riguardò la liberazione e l’indipendenza dei domini coloniali acquisiti dalle potenze occidentali durante la stagione del colonialismo (secoli XVII-XVIII)e dell’imperialismo (fine ‘800 – inizi del ‘900).
Tutti questi paesi erano accomunati dal sottosviluppo e la loro indipendenza fu favorita da tre fattori:

- La disfatta di Francia, Olanda e Belgio fin dal primo anno di guerra

- La partecipazione al conflitto e alla sconfitta del nazifascismo da parte di truppe provenienti dai
paesi coloniali (con conseguente compensazione)

- L’anticolonialismo delle due superpotenze USA e URSS

Il primo movimento nazionalista indipendentista fu quello indiano, caratterizzato dalla politica non violenta del mahatma (grande anima) Ghandi, che combattè l’Inghilterra con il boicottaggio economico e la protesta pacifica. L’India raggiunse l’indipendenza nel 1947, ma per la rivalità tra musulmani e induisti, fu divisa in due nazioni: l’Unione indiana a maggioranza induista, e il Pakistan a maggioranza musulmana.
Tra i due gruppi ci furono durissimi scontri e molte persone dovettero abbandonare le terre. Dopo la morte di Ghandi iniziò la fase di sviluppo e industrializzazione del paese, che però rimase per gran parte arretrato e ai limiti della povertà, soprattutto le fasce sociali più basse.
L’Algeria ottenne l’indipendenza dalla Francia solo dopo la guerra d’indipendenza algerina, che si svolse tra il 1954 e il 1962. Scontri urbani, guerriglia e attentati posero fine alla presenza francese nel nord Africa.
L’Egitto pur formalmente indipendente dal 1922, subiva l’occupazione militare inglese finalizzata al
controllo del Canale di Suez. Nel 1952 un colpo di stato dei militari guidati da Nasser trasformò il paese in una repubblica e costrinse al ritiro le truppe britanniche. Altri paesi africani ottennero l’indipendenza pacificamente sempre nel corso degli anni ’50.
L’area indocinese ottenne l’indipendenza dalla Francia dopo un lungo conflitto che si concluse con la cacciata delle truppe coloniali da Dien Bien Phu nel 1954.
In questo periodo tutto il quadro geopolitico mondiale subì profonde trasformazioni.
Tra queste ricordiamo la nascita dello stato d’Israele nel 1948 e della Repubblica popolare cinese nel 1949.
I nuovi stati indipendenti intesero continuare la lotta contro il colonialismo, ma restando al di fuori della logica della guerra fredda. Per iniziativa dell'India di Nehru, dell'Egitto di Nasser, a cui si aggiunse la Yugoslavia di Tito uscita dal blocco sovietico, fu convocata nel 1955 la Conferenza afroasiatica di Bandung.
Nacque così il Movimento dei Non Allineati, costituito dai paesi del cosiddetto Terzo Mondo, che andò progressivamente aumentando le sue file, ma al tempo stesso accentuando la sua eterogeneità.


I TRENTA GLORIOSI (1945-1973)

Dal 1945 al 1973, anno della prima grande crisi petrolifera, l'economia europea crebbe al ritmo
annuo del 4.5% in media. Per sottolineare l'eccezionalità del periodo vennero coniate espressioni
quali l'età dell'oro, "les trente glorieuses" o il miracolo economico. La continua crescita economica
dipese dal cosiddetto modello fordista, impostosi fin dall'inizio del secolo negli Stati Uniti. Esso si
basava su un'organizzazione scientifica del lavoro messa a punto dall'ingegnere F. Taylor. Gli
sprechi di tempo e di energia venivano annullati limitando i movimenti degli operai al minimo
indispensabile: si diffuse la catena di montaggio. Il nuovo sistema favorì un forte aumento della
produttività, abbassò notevolemente i costi e segnò l'inizio della produzione di massa. Inoltre
permise di distribuire salari più alti con una consistente ripresa della domanda. Il benessere generale
aumentò, nuove tecniche di informazione (la pubblicità) cominciarono ad indirizzare i bisogni, la
struttura sociale mutò radicalmente.

La nascita della società dei consumi si realizzò anche attraverso:
• la rapida ricostruzione dell'Europa grazie agli aiuti americani (piano Marshall);
• la stabilità del sistema monetario internazionale (Bretton Woods), i nuovi accordi sul
commercio mondiale (Gatt), la nascita della Comunità Economica Europea (trattato di
Roma 1957);
• il forte aumento demografico (da 2 miliardi nel 1950 a quasi 4 nel 1970) dovuto anche ai
successi della medicina con l'uso su scala mondiale di nuovi vaccini e antibiotici;
• la disponibilità di fonti energetiche (petrolio e gas naturale) a basso prezzo;
• i grandi progressi della ricerca scientifica e tecnologica stimolata dalla competizione
militare URSS-USA (1957 primo satellite artificiale nello spazio, 1961 primo uomo nello
spazio, 1969 primo uomo sulla luna).
Gli aumenti reali del tenore di vita, che si tradussero nella diminuzione complessiva di ore lavorate
e in consistenti aumenti di reddito pro capite, non devono fare dimenticare i limiti dello sviluppo.
Comincia ad aumentare l'inflazione, le divaricazioni su scala mondiale tra paesi ricchi e poveri e
all'interno dei singoli stati si accentua, mentre il boom demografico e l'inquinamento industriale
sollevano il problema della compatibilità ambientale.

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