NATURALISMO E VERISMO

Negli anni a cavallo tra il secondo impero e la terza repubblica (1860/1875) in Francia e successivamente in Italia si affermano le correnti letterarie del naturalismo e del verismo. Principali esponenti sono i romanzieri francesi Emile Zola e i fratelli de Goncourt per il naturalismo, Luigi Capuana e Giovanni Verga per il verismo.
In linea di massima possiamo affermare che, se lo spirito dominante dell'età è caratterizzato da un marcato ottimismo e da una fiducia ferma e convinta nel progresso, gli intellettuali non rinunciano ad esprimere le proprie posizioni critiche, evidenziando le contraddizioni del progresso e in particolare le precarie condizioni di vita dei ceti contadini e del sottoproletariato urbano.
Mentre però i naturalisti francesi credono nel fine di denuncia sociale della loro opera, i narratori veristi sono più pessimisti e disincantati: il progresso rappresenta solo una minaccia per tutti quegli individui che vi ripongono la propria fiducia e abbandonano l'ambiente naturale in cui sono nati per cercare fortuna altrove, ad esempio nella grande città.
Nelle due slide i caratteri specifici di naturalismo e verismo.