“L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni’.” Pablo Picasso

Un gruppo di 29 alunni dell’Istituto Leonardo da Vinci di Martina Franca ha intrapreso un percorso di musica, spettacolo e arte.

Alla conclusione di un progetto, è naturale fare un bilancio e riflettere sui risultati ottenuti. In un mondo sempre più dominato dalla scienza tecnologica, informatica e dalla frenesia quotidiana un gruppo di 29 alunni dell’Istituto Leonardo da Vinci di Martina Franca ha intrapreso un percorso insolito attraverso la musica, lo spettacolo, l’arte e la bellezza, grazie all’iniziativa di insegnanti appassionati che hanno voluto offrire ai propri studenti l’opportunità di esprimere emozioni e talenti attraverso vari linguaggi artistici. Questo progetto ha permesso agli studenti di esplorare e sperimentare diverse forme d’arte e discipline, scoprendo nuove dimensioni di sé stessi e del mondo circostante. Il percorso ha evidenziato come la musica e l’arte rappresentano due discipline affini che sono in grado di rivelare i sentimenti e il vissuto umano, sia nei suoi lati positivi e gioiosi, sia in quelli più introspettivi e seriosi.

Una frase della canzone Khorakhanè A forza di essere vento di Fabrizio De Andrè “Saper leggere il libro del mondo, con parole cangianti e nessuna scrittura” sintetizza un concetto fondante per questo percorso formativo: imparare a “saper ascoltare” e “saper vedere” significa imparare a pensare, essere curiosi, interrogare la realtà e interpretarla, ma soprattutto Scegliere.

Il primo step del progetto ha visto gli studenti immergersi nella musica. Parafrasando Goethe, “Dove le parole finiscono, inizia la musica”, gli alunni hanno esplorato vari stili e generi musicali attraverso incontri con musicisti, concertisti, direttori di orchestra, bandisti, strumentisti e compositori. Questo li ha aiutati a comprendere l’influenza della musica sulla società e sulla cultura, promuovendo la tolleranza e l’apertura mentale. La partecipazione a diverse forme di musica e performance live ha contribuito alla loro educazione interculturale, preparando gli studenti a vivere in una società sempre più interconnessa e inclusiva.

Parallelamente, il progetto ha abbracciato il teatro e lo spettacolo dal vivo. Gli studenti hanno dialogato con scenografi, registi, attori e comparse, acquisendo una comprensione olistica del processo creativo che porta alla realizzazione di una performance. Hanno assistito a due diversi spettacoli teatrali su Dante Alighieri.

La celebre frase di Ulisse, “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“, rappresenta un punto cruciale del XXVI canto dell’Inferno del sommo poeta.  Il protagonista dell’Odissea si è rivolto in sala, ai nostri alunni, esortandoli a non accontentarsi di una vita guidata solo dai bisogni primari, ma a perseguire la virtù e la conoscenza. Questo incitamento sottolinea l’importanza dell’uso della ragione e della ricerca del sapere come caratteristiche distintive dell’essere umano. Gli insegnanti inoltre, hanno incoraggiato i propri studenti con l’augurio “Fate dei libri ali al folle volo“, sottolineando l’importanza della lettura e della conoscenza.

L’arte visiva è stata un’altra componente fondamentale del progetto. Gli studenti, accompagnati dall’esperto Preside Piero Marinò, hanno esplorato la loro città attraverso visite guidate a luoghi storici e culturali. Questo ha offerto loro l’opportunità di riflettere sul ruolo dell’arte e della cultura nella loro vita, suscitando entusiasmo per i dettagli architettonici e le storie dietro le opere d’arte. Questo approccio ha integrato l’istruzione con l’esplorazione del patrimonio culturale locale, offrendo un modo insolito di fare scuola.

Un altro obiettivo del progetto è stato sensibilizzare i giovani al concetto di bellezza, non solo come estetica, ma come valore intrinseco delle cose. Attraverso discussioni, letture e confronti, gli studenti hanno approfondito il significato della bellezza nell’arte e nella vita quotidiana, imparando a riconoscerla nelle piccole cose e a valorizzare l’armonia e la grazia nelle loro interazioni quotidiane. La frase di F. Dostoevskij, “La bellezza salverà il mondo”, suggerisce che la bellezza, intesa come armonia, verità e bontà, possa elevare l’animo umano e migliorare la società, promuovendo la comprensione e la pace in un mondo spesso caotico e sofferto. Il progetto ha rappresentato un’esperienza innovativa e trasformativa per tutti i partecipanti, permettendo agli studenti di sviluppare nuove competenze artistiche e tecniche, rafforzando il loro senso di identità e appartenenza. Gli studenti hanno imparato l’importanza della collaborazione, del rispetto reciproco e della condivisione delle proprie emozioni e idee. La musica, il teatro e l’arte non solo arricchiscono le nostre vite, ma sono anche i pilastri su cui si fonda la bellezza dell’esperienza umana.

Victor Hugo affermava: “La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio”. Intanto Eduardo De Filippo ci ricorda che “Il teatro è il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita”, mentre Shakespeare afferma che “La vita è un palcoscenico e noi tutti recitiamo una parte“.

La cultura e l’amore, secondo H. G. Gadamer, “sono gli unici beni dell’umanità che, divisi fra tutti, anziché diminuire, diventano più grandi”. Paul Klee osserva che “L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è“.

Tolstoj ha affermato che “L’arte è uno dei mezzi per unire gli uomini” e il progetto ha dimostrato come attraverso l’arte, la musica e lo spettacolo, si possa trovare un linguaggio universale che unisce le persone, stimola la creatività e ispira le generazioni future a perseguire la bellezza in tutte le sue forme, come osservato anche da F. Nietzsche: “La Musica, lo Spettacolo e l’Arte sono forme espressive che illuminano le nostre vite e danno voce all’ineffabile”.

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